La barriera cutanea è il primo sistema di difesa della pelle.
Quando funziona correttamente protegge l’organismo dagli agenti esterni e mantiene l’idratazione controllando la perdita di acqua1, mentre quando si altera la pelle diventa più vulnerabile, reattiva e predisposta a infiammazioni.
Comprendere cos’è la barriera cutanea, come funziona e cosa accade quando si danneggia è essenziale per scegliere una skincare davvero efficace.
La barriera cutanea è localizzata principalmente nello strato corneo (stratum corneum), lo strato più esterno dell’epidermide, ed è costituita da corneociti (cellule ricche di proteine) immersi in una matrice lipidica altamente organizzata, composta soprattutto da ceramidi, colesterolo e acidi grassi liberi.
Barriera cutanea danneggiata: sintomi e segnali
Quando la barriera cutanea è compromessa, la pelle perde la sua capacità di difesa. I sintomi più comuni di una barriera cutanea danneggiata includono:
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secchezza persistente
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sensazione di pelle che tira
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arrossamenti frequenti
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bruciore o pizzicore
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maggiore sensibilità ai cosmetici
Negli stati infiammatori cronici, come la dermatite atopica, la compromissione della barriera è considerata una vera e propria caratteristica distintiva, necessaria per lo sviluppo della malattia.1
Barriera cutanea danneggiata e infiammazione: un circolo vizioso
Gli studi mostrano che una barriera cutanea “permeabile” è più esposta agli stimoli ambientali.
Questa esposizione favorisce una risposta infiammatoria che, a sua volta, danneggia ulteriormente la struttura dello strato corneo, creando un circolo vizioso difficile da interrompere.
In condizioni come la dermatite atopica, l’infiammazione di contribuisce a mantenere la barriera in uno stato di alterazione cronica.1
Come capire se la barriera cutanea è danneggiata
Capire se la barriera cutanea è danneggiata significa osservare il comportamento della pelle nel tempo; la pelle ove la barriera cutanea è danneggiata infatti:
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reagisce facilmente a freddo, vento o detergenti
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tollera meno prodotti che prima funzionavano
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migliora solo temporaneamente con l’idratazione
Come evidenziato anche nell’intervista all’allergologa Cesoni Marcelli, molte reazioni cutanee non sono allergie vere e proprie, ma conseguenze di una barriera alterata che facilita la penetrazione di sostanze irritanti.
I quattro livelli della barriera cutanea

La barriera cutanea non è un unico strato, ma un sistema complesso formato da quattro livelli interdipendenti:
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Fisico – lo strato corneo e la matrice lipidica
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Chimico – il pH cutaneo e il mantello acido
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Microbiologico – il microbiota cutaneo
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Immunologico – le risposte infiammatorie e difensive
Quando uno di questi livelli si altera, l’intero sistema ne risente2.
Come riparare la barriera cutanea: il ruolo dell’idratazione

Ripristinare la barriera cutanea significa ricreare le condizioni di equilibrio.
La letteratura scientifica indica l’idratazione regolare come primo intervento in molte condizioni di barriera compromessa, inclusa la dermatite atopica2.
I prodotti idratanti possono essere:
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occlusivi, che riducono la perdita d’acqua
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umettanti, che richiamano acqua negli strati superficiali
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emollienti, che si integrano nella matrice lipidica
Questi meccanismi contribuiscono a limitare la perdita d’acqua transepidermica (TEWL).
Creme, sieri e prodotti per la barriera cutanea: l’approccio Sonia Olivieri
Nel rispetto della complessità biologica della barriera cutanea e dell’approccio farmacologico alla cosmetica, i prodotti Sonia Olivieri sono formulati per accompagnare la pelle nel suo naturale equilibrio senza forzarla, con un’attenzione particolare alla tollerabilità e alla funzione di supporto cutaneo.
Una crema per la barriera cutanea efficace non si limita a nutrire la pelle, ma lavora in sinergia con la sua fisiologia: aiuta a ricostituire la matrice lipidica, supporta l’idratazione profonda e limita la perdita d’acqua transepidermica. Allo stesso tempo, un siero con le stesse funzioni lavora per rafforzare l’idratazione e il comfort, con texture studiate per penetrare negli strati superficiali senza alterare l’equilibrio del film idrolipidico.
In Sonia Olivieri questo si traduce in:
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formulazioni scientificamente rigorose, pensate da farmacisti con un approccio che cura con precisione tutta la formula, non solo il singolo ingrediente;
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selezione di attivi funzionali come acido ialuronico e squalene, noti per il loro ruolo nel sostenere la funzione di barriera cutanea e nel mantenere l’idratazione;
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attenzione alla tollerabilità, evitando ingredienti potenzialmente irritanti come siliconi, petrolati o profumi aggressivi, per ridurre il rischio di reazioni indesiderate;
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uso di ingredienti naturali ricchi di attivi
Ripristinare la barriera cutanea è un processo
Come riparare la barriera cutanea non è una questione di rapidità, ma di continuità.
Il ripristino avviene attraverso:
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detersione rispettosa
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idratazione costante
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formulazioni ben studiate
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riduzione degli stress inutili
La barriera cutanea non va forzata, va accompagnata.
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REFERENZE
1 - The skin barrier: An extraordinary interface with an exceptional lipid organization
Joke A Bouwstra 1, Andreea Nădăban 2, Wim Bras 3, Clare McCabe 4, Annette Bunge 5, Gerrit S Gooris 2
2 - Skin Barrier in Atopic Dermatitis
Matthias Schmuth 1, Sonja Eckmann 2, Verena Moosbrugger-Martinz 2, Daniela Ortner-Tobider 2, Stefan Blunder 2, Thomas Trafoier 2, Robert Gruber 3, Peter M Elias 4
3 - The Skin Barrier and Moisturization: Function, Disruption, and Mechanisms of Repair
Jeffrey Rajkumar 1, Neha Chandan 1, Peter Lio 2, Vivian Shi 3
4 - Skin Barrier Function: The Interplay of Physical, Chemical, and Immunologic Properties
Paola Baker 1, Christina Huang 1 2, Rakan Radi 1, Samara B Moll 1, Emmanuela Jules 1, Jack L Arbiser 3
