Quando si parla di skincare acquistabile in farmacia, i dubbi più frequenti riguardano la differenza tra farmaco e cosmetico e l’importanza dei test sui metalli pesanti. Per fare chiarezza, abbiamo chiesto alla nostra farmacista di fiducia, Eleonora Conti, di guidarci in questi temi.

Qual'è la differenza tra farmaco e cosmetico dal punto di vista normativo?

«La differenza è molto chiara dal punto di vista normativo: un cosmetico è regolato dal Regolamento Europeo 1223/2009 ed è pensato per essere applicato sulla superficie del corpo con lo scopo di pulire, profumare, modificarne l’aspetto, proteggere e mantenere in buono stato.

Il farmaco, invece, è una sostanza con proprietà curative o preventive, che agisce attraverso meccanismi farmacologici, immunologici o metabolici.

Questa distinzione è fondamentale perché stabilisce cosa un prodotto può fare e cosa può dichiarare.»

Un cosmetico può avere effetti terapeutici?

«No, un cosmetico non può avere effetti terapeutici.

Può però avere effetti funzionali anche molto evidenti: può migliorare l’idratazione, ridurre il rossore, rendere la pelle più uniforme.
Tutto questo rientra nel suo ruolo, che è quello di mantenere e supportare l’equilibrio cutaneo, senza intervenire sui meccanismi biologici profondi.»

Se un cosmetico non è un farmaco, perché è importante che sia formulato con rigore scientifico?

«Perché la pelle è un organo complesso e tutto ciò che applichiamo su di essa deve essere ben tolleratostabile ed equilibrato.

Il rigore scientifico serve a garantire che il prodotto funzioni rispettando la fisiologia cutanea, senza alterarla.»

La sicurezza di un prodotto dipende più dal singolo ingrediente o dalla formula nel suo insieme?

«La sicurezza di un prodotto dipende dalla formula nel suo insieme.

Spesso si tende a concentrarsi sul singolo ingrediente, ma in realtà è l’equilibrio della formulazione a fare la differenza.
Concentrazione, pH, combinazione degli attivi e stabilità determinano il comportamento del prodotto sulla pelle.

Un ingrediente sicuro, se inserito in una formula sbilanciata, può diventare problematico.»

Cosa cambia quando un cosmetico è sviluppato da farmacisti?

estratto di mela rosa

«Cambia l’approccio.
Non si parte dalla moda o dall’ingrediente “di tendenza”, ma dalle esigenze reali che vediamo ogni giorno: pelle secca, arrossamenti, pelle alterata da trattamenti

Questo porta a formulazioni più essenziali, ragionate e orientate alla funzionalità.

In questo contesto, il ruolo del farmacista diventa centrale. Grazie alla sua formazione chimica, il farmacista non si limita a “scegliere” un prodotto, ma è in grado di comprenderne a fondo la composizione, la stabilità, conoscere il meccanismo d’azione e valutare la compatibilità tra ingredienti.

Le competenze chimiche permettono inoltre di sviluppare e scegliere soluzioni mirate, efficaci e ben tollerate. 

Non si tratta quindi di seguire il trend del momento, ma di costruire formule coerenti con un obiettivo preciso: ripristinare l’equilibrio cutaneo e supportare la fisiologia della pelle.

Il farmacista quindi osserva, analizza e traduce le problematiche quotidiane in scelte formulative consapevoli, offrendo un approccio più rigoroso e orientato alla salute della pelle.»


Perché è importante testare un cosmetico su metalli pesanti come il nichel?

test metalli

«Nichel e altri metalli pesanti non possono essere completamente eliminati, poiché possono derivare sia dalle materie prime sia dai processi produttivi. 

Ecco perché è fondamentale monitorarne la presenza e mantenerla entro limiti controllati, per tutelare il cliente e, soprattutto, le pelli più sensibili.

È un aspetto di sicurezza spesso sottovalutato, ma molto importante. Ne abbiamo parlato anche con la nostra allergologa di fiducia nell’articolo sulle allergie della pelle

In quali casi un cosmetico può essere un valido supporto alle terapie dermatologiche?

«Un cosmetico non sostituisce una terapia, ma può sempre affiancarla sia in prevenzione sia a supporto di questa, andando a ridurre nel tempo la necessità della cura farmacologica.

In particolare può aiutare a migliorare il benessere della pelle, mantenere l’equilibrio cutaneo e accompagnare il trattamento nel tempo.

In molti casi è proprio la continuità nell’applicazione del cosmetico che fa la differenza.»

Una skincare ben formulata può aiutare a prevenire problematiche cutanee?

«Sì, assolutamente.

Una skincare corretta e costante aiuta a mantenere la pelle in equilibrio e può prevenire conseguenze come disidratazione, macchie o irritazioni legate a problematiche come psoriasi e dermatite.

La prevenzione, in cosmetica, è un aspetto fondamentale, basti pensare all’importanza della protezione solare.»

Quali sono i segreti per ottenere risultati visibili e duraturi?

«I due elementi fondamentali sono la costanza e la concentrazione di utilizzo, anche se è importante sottolineare che non sempre il prodotto più “forte” è quello più adatto alle nostre esigenze.

Ad esempio, l’utilizzo di concentrazioni troppo elevate di sieri a base di acidi o contenenti vitamina C può causare irritazioni, contrariamente a quanto si potrebbe pensare. In questi casi, è preferibile optare per concentrazioni più basse, rispettose dell’equilibrio cutaneo, ma applicate con maggiore frequenza.

In altre situazioni, invece, l’impiego di attivi selezionati in concentrazioni più elevate può rappresentare la soluzione più efficace per specifiche problematiche. Un esempio è l’urea: a basse concentrazioni svolge una funzione idratante, mentre a concentrazioni più alte favorisce l’esfoliazione, risultando utile nel trattamento delle callosità.

Possiamo quindi concludere che costanza e concentrazione sono due elementi chiave: il loro corretto equilibrio permette di ottenere risultati efficaci nel rispetto della salute della pelle.

Per questo è importante affidarsi a persone competenti per scegliere il cosmetico più adatto.»

Sonia Olivieri